Problemi e soluzioni

Primo problema in cantiere: un errore progettuale abbastanza grossolano, che causa il passaggio di una trave portante del tetto proprio sopra la botola di accesso al sottotetto che deve ospitare la macchina per la Ventilazione Meccanica.

Un problema non da poco, che però è stato prontamente affrontato dalla Haus, la quale ha proposto una modifica risolutoria che vedrà impegnati gli operai nella giornata di domani.

Si torna quindi a lavoro, dopo 4 giorni di pausa, con un problema da affrontare e risolvere.

La Wigo Haus finora si è dimostrata all’altezza quindi sono fiducioso sul fatto che tutto venga sistemato a dovere.

Semplicità e funzionalità

Abbiamo ritrovato la strada perduta!
Per assurdo si tratta di una delle primissime soluzioni che abbiamo analizzato quasi 2 anni fa e dopo averne studiati molte, molte altre, alla fine come spesso succede siamo ritornati all’inizio.
Abbiamo scelto infatti di costruire ispirandoci ad una delle prime case visitate in un Musterhaus.
Ci infatti siamo resi conto che grazie alla semplicità architettonica di quella casa, unita all’estrema funzionalità dal punto di vista della resa termica e ad alcuni dettagli per renderla piacevole anche esteticamente, è la scelta ideale per noi !
Niente fantasie di architetti bisognosi di mettersi in mostra, ma tanta, tanta concretezza.
Dopo alcune visite aziendali siamo anche abbastanza vicini (finalmente) alla scelta della tipologia costruttiva e anche del costruttore stesso, ma di questo parleremo nella prossima puntata 😉

Arenati

Al primo step ci siamo già scontrati con il primo problema: la difficoltà di valutazione del progettista da scegliere.

Ho scelto inizialmente un architetto giovane, che mi sembrava preparato e con tanta buona volontà, ma in realtà ero impreparato io nel saper valutare quali aspetti sono essenziali per ottenere un buon risultato.
L’architetto che avevo scelto infatti, sembrava avere qualche esperienza nel settore delle costruzioni in legno, tipologia costruttiva che mi affascinava, e si mostrava sicuro di sè, con un’ottimo dinamismo e una “parlantina” anche troppo decisa.

La scelta si è rivelata purtroppo sbagliata: 5 mesi di telefonate, chat e grandi perdite di tempo su un progetto assolutamente inadeguato rispetto al budget che avevamo fissato.

Nonostante i diversi tentativi da parte sua di modificare l’idea iniziale, alla fine, dopo 5 mesi e mezzo, in una settimana ha stravolto completamente l’architettura “arrendendosi” a consegnarci un progetto decisamente semplificato e più vicino alle nostre direttive iniziali, ma ancora purtroppo inadatto al budget e alle richieste, nonché non del tutto soddisfacente dal punto di vista estetico.

Mi ritrovo a questo punto a rivalutare alcuni progettisti che avevo contattato inizialmente, con un occhio diverso e sicuramente con alcune conoscenze in più rispetto a un anno fa, oltre che con qualche certezza che prima non avevo. Le costruzioni in XLam infatti hanno ancora un rapporto qualità/prezzo decisamente sconveniente e mi lasciano ancora dubbioso su alcuni punti di carattere tecnico.
I fornitori di questa tipologia costruttiva stanno “cavalcando l’onda” e i prezzi lo dimostrano ampiamente. Le difficoltà  che ho incontrato solo per avere alcuni preventivi (oltre 1 mese per la consegna del preventivo e diverse sollecitazioni telefoniche a tutti per farselo inviare…) sono significative: hanno richieste che vanno oltre la loro potenzialità produttiva e possono quindi permettersi di “pompare” i prezzi e di scegliere i clienti a seconda del momento e del ricarico.

Per quanto mi riguarda non ho fretta e non mi arrendo, la ricerca continua.

Dubbi progettuali

Mentre analizziamo le varie aziende e metodi costruttivi per poter scegliere chi costruirà la nostra casa, stiamo parallelamente pensando al progetto inteso come idee principali per la disposizione delle stanze.

Appurato che costruiremo comunque una casa che comprenderà anche un primo piano stiamo valutando se:

1) fare le tre camere (1 matrimoniale e 2 singole) assieme ai 2 bagni sopra, in modo da avere comunque una zona notte ben definita e posizionata al primo piano

2) fare una zona notte al piano terra dedicata a noi adulti, con camera, bagno privato e cabina armadio, mentre al piano superiore mettere le due camere singole con il bagno per i bambini.

Con questa seconda ipotesi, fino a quando i bimbi son piccoli e dormono assieme, possiamo metterli accanto alla nostra camera nella stanza che successivamente diventerà il mio studio. Quando invece cresceranno e avranno bisogno di maggiore indipendenza, avremo la possibilità di trasferirli al piano superiore e offrire loro una stanza ciascuno (che nel frattempo io sfrutterei invece come studio provvisorio).

L’idea ci è venuta guardando il progetto della casa Art’è di ELK, che abbiamo poi visitato al Munsterhaus vicino Salisburgo.

Questa la piantina originale del piano terra:

Una mia variante abbozzata per studiare questa possibile soluzione:

Questa sarà la prossima decisione da prendere, il prossimo piccolo bivio da superare 🙂