Le pareti che “respirano”.

Mi ha sempre fatto sorridere questa frase. Il bello che quando si parla di case, soprattutto tradizionali, la si sente spesso e ripetutamente !

Questo il commento di Robert Lantschner, cercate su Google referenze su di lui !

Le pareti non potranno mai respirare, indipendentemente dal fatto che siano o meno dotate di uno strato termoisolante . Anche il passaggio di umidità attraverso le pareti è praticamente nullo indipendentemente dal tipo di materiale di costruzione utilizzato .L’ umidità generata all’interno dei locali deve essere pertanto essere espulsa all’esterno .L’aria da espellere non è solo umida , ma di norma contiene anche sostanze inquinanti e non può certo essere espulsa attraverso le pareti .avere un sufficiente ricambio d’aria si deve fare quindi ricorso ad un impianto di ventilazione controllata o alla diligenza degli inquilini che devono provvedere ad arieggiare con regolarità.

VMC e umidità dell’aria

In questi giorni sto continuando a cercare la programmazione ideale della VMC in relazione all’umidità presente in tutti gli ambienti.
Attualmente in casa mia in tutte le stanze, con l’esclusione dei bagni e dello sgabuzzino dove non ho installato gli umidostati, l’umidità si attesta intorno al 33% circa.

Il livello è piuttosto basso ma dentro i limiti, ma soprattutto non è alto e questo per un allergico agli acari come me è una manna da cielo !

Riporto a tal proposito un articolo interessante sull’argomento:

L’umidità in casa può provocare infezioni ed allergie

fonte: mediblog

Una casa umida comporta dei rischi per la salute che non possono essere sottovalutati, soprattutto se tra le pareti domestiche abitano anche anziani e bambini. Ma anche un ambiente troppo secco e con untasso di umidità relativamente troppo basso può creare dei problemi al nostro benessere generale. Allora qual è la giusta misura? E quali sono le conseguenze di un errato rapporto temperatura/umidità relativa all’interno delle nostre abitazioni?

L’umidità relativa dell’aria (cioè il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d’aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d’aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione) è uno dei parametri ambientali principali da cui dipende il benessere termoigrometrico negli ambienti abitati.

UMIDITA’ TROPPO BASSA

In generale è sconsigliato scendere al di sotto del 20-30% di umidità relativa perché in tal caso l’aria risulta troppo asciutta. Questo causa un’evaporazione eccessivamente intensa delle mucose bronchialie quindi secchezza nelle vie respiratorie e conseguenti infezioni.

UMIDITA’ TROPPO ALTA

Allo stesso modo però l’umidità non deve essere troppo elevata. Aumentando il grado di umidità si rischia la formazione di muffe e la proliferazione di batteri ed acari sulle pareti, nei tappeti, nelle cornici delle finestre, dietro gli armadi ed i mobili e all’interno dei materassi, con conseguenze per la salute. Gli acari, presenti in tutte le abitazioni, si nutrono di scaglie cutanee umane ed animali e si moltiplicano con gradi d umidità superiori al 50%. Questi minuscoli parassiti rilasciano allergenifastidiosi che possono sviluppare reazioni allergeniche.

Con umidità superiore al 50-60% può formarsi della muffa nei punti freddi della casa e dietro ai mobili. Queste muffe, oltre a sgradevoli odori, creano una situazione ambientale insalubri e possono provocare irritazioni alle mucose bronchiali, disturbi alle vie respiratorie, allergie da muffa, asma ed infezioni alle vie respiratorie superiori.

L’ideale sarebbe quello di avere tra le pareti domestiche, se si sta a riposo, una temperatura intorno ai 20-22°C con un’umidità relativa del 40-60%. Più bassa se si compiono sforzi fisici come i lavori domestici.